Salotto d'inverno 2006 - Informazione corretta

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Martedì 7 febbraio 2006, ore 18.00 - Casa della Musica - Trieste

Roberto Morelliclicca sopra la foto per il filmato

Informazione leale: stampa, TV e opinione pubblica

Introduzione e coordinamento: Giovanni Esposito

I telegiornali diventano negli anni 
'60 - '70 il veicolo informativo più importante. Gianpaolo Pansa ha raccontato che, mentre gli inviati arrivavano sul posto per descrivere la tragedia del Vajont, il telegiornale delle otto mostrava le immagini di ciò che loro descrivevano secondo i vecchi schemi. Sorgeva un fenomeno nuovo. I cittadini sapevano quello che i cronisti conoscevano: ecco la potenza della televisione, mostrare in tempo reale quello che fino allora era raccontato ai lettori solo il giorno dopo.

Una rivoluzione che permette al mezzo televisivo un ruolo decisivo nell’informazione.

Solo quattro o cinque anni fa l'editoriale di un grande giornale dettava quello che i lettori dovevano pensare. Un articolo di fondo del Corriere, di Repubblica, della Stampa poteva avere un peso rilevante. Oggi è molto più importante ciò che accade in un talk show.

L'efficacia dei giornali è ridotta, anche se la lettura di una notizia, a medio lungo termine, contribuisce a formare una struttura d’opinione. Chi legge il giornale esercita il pensiero: legge, acquisisce le opinioni e poi se ne fa una propria.

La televisione, pressappoco, tratteggia uno spettatore passivo, mentre la lettura di un giornale presuppone un lettore attivo. Oggi vi è una maggioranza il cui unico nutrimento è la televisione. Si legge poco, ma la gente è molto più informata. Gli argomenti, che una volta riguardavano la classe dirigente, sono argomenti di tutti.
Il pluralismo dell'informazione esiste nei confronti della classe politica, ma vi è maggiore soggezione nei riguardi del potere economico. I grandi quotidiani sono nelle mani di potentati economici e non d’editori puri.

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