Salotto d'inverno 2007 - "Il brigantaggio"

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Sabato 20 gennaio 2007, ore 17.00, Casa della Musica - Via dei Capitelli, 3 - Trieste
Associazione Amici del Caffè Gambrinus - ONLUS - Trieste, in collaborazione con:

  • Associazione degli Abruzzesi in Trieste
  • Associazione Culturale dei Lucani a Trieste
  • Associazione Puglia Club – Trieste
  • Centro Studi Calabresi del F.V.G.

e la collaborazione diretta della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Assessorato all'Istruzione e Cultura

Organizzazione e coordinamento: Giovanni Esposito, Presidente Associazione Amici del caffè Gambrinus

"Il brigantaggio"
Cronaca sconosciuta dell'Italia dopo l'Unità

Anonimo, Ritratto del brigante Francesco Fasanella detto Tinna , stampa all'albumina, 1865 circa - Museo centrale del Risorgimento - Roma

  • proiezione di un documentario introduttivo
  • intervento musicale: Ciro Galeone (chitarra), Umberto Santoro (percussioni), Enzo Stera (flauto, ciaramella), Massimo Stera (voce).
  • brani scelti letti dall'attrice Lidia Kozlovich

II fenomeno del brigantaggio post unitario, episodio rilevante della storia nazionale, esplose, nelle regioni del sud, subito dopo l'impresa garibaldina. Nel dicembre del 1860 venne sciolto il corpo dei volontari garibaldini, mentre l'esercito borbonico resisteva sulla linea del Volturno.
I contadini, fedeli al Regno delle due Sicilie, affluirono nelle file del brigantaggio, con i renitenti delle leve meridionali. Oltre 50.000, su 72.000 chiamati, non si presentarono alle armi.
Una grave crisi economica colpì le regioni del Sud. Molti contadini aderirono alle bande brigantesche per procurarsi i mezzi per sopravvivere. Da Gaeta, Francesco II animava la guerriglia nella speranza di ritornare nel suo regno. La resa di Gaeta nel febbraio 1861, con la smobilitazione dell'esercito borbonico, fu l'inizio del brigantaggio antiunitario.
Il movimento di assistenza al brigantaggio fu chiamato manutengolismo: un fenomeno ampio. Era l'atteggiamento antiunitario e autonomista della borghesia agraria e l'appoggio delle masse contadine che esprimevano il loro insoddisfatto desiderio di pane, di giustizia e di libertà.
La repressione, con la distruzione di interi villaggi e la fucilazione sul posto, fu terribile. Fra il 1861 e il 1870, quando poté dirsi concluso il periodo del brigantaggio, è stato calcolato un totale di 388 bande in azione. Le perdite degli insorti dal 1861 al 1865 furono: briganti fucilati o uccisi in combattimento 5.212, arrestati 5.044, presentatisi alle autorità 3.597, con un totale di 13.853. Questi dati, che risultano da ricerche su documenti di archivio, appaiono comunque incompleti ed inferiori al vero.
Il brigantaggio fu un fenomeno complesso che mise in pericolo l'unità nazionale. I giudizi storici sono stati diversi, influenzati dalle prospettive politiche-ideologiche e dalla provenienza regionale dei critici medesimi. Non è sempre agevole assumere di fronte ai fatti storici quel distacco critico necessario, intento di quest'incontro, unito ad un senso di pietas per la propria terra e le proprie radici.