Salotto d'inverno 2007 - Le Canzoni della Mala e La Malacanzone

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Venerdì 25 maggio 2007, ore 18.00 - Casa della Musica, Via dei Capitelli 3, Trieste

Associazione Culturale Amici del Caffe' Gambrinus - ONLUS - Trieste, con il contributo di:

  • Comune di Trieste - assessorato alla cultura
  • Fondazione CRTrieste

e il patrocinio della Provincia di Trieste
 

Le Canzoni della Mala e La Malacanzone
viaggio nel mondo della canzone della malavita

Mario Merola in Carcerato (1980) di Alfonso Brescia

  • Proiezione di un documentario introduttivo.
  • Intervento musicale: Ciro Galeone (chitarra), Umberto Santoro (percussioni), Enzo Stera (flauto, ciaramella), Massimo Stera (voce).


La Malacanzone è la storia quasi sconosciuta e sottovaluta della canzone napoletana neomelodica. E' comunque una produzione discografica con un mercato enorme, formato dal pubblico dei quartieri popolari che si alimenta di televisione e radio locali.
Sono storie di tradimenti, di rabbia contro il pentitismo, di un'esistenza al confine tra legalità e criminalità, ma contengono anche l'amore, la dignità, il desiderio di un futuro migliore.
In queste canzoni la dimensione di sceneggiata, la cultura dei vicoli sono gli strumenti con cui questo sistema di valori, vengono rappresentati in modo non critico ma appassionato.
L'incontro sarà anche un'occasione per ricordare Mario Merola a quasi sei mesi dalla sua scomparsa (12 dicembre 2006). Merola è il mito di questo canto teatrale, di questa sceneggiata: è idolatrato da interpreti giovani e meno giovani che tentano d'iscriversi nel suo filone.
 
Le Canzoni della Mala di Strehler, cantate dalla Vanoni, sono un repertorio originale negli anni cinquanta: si cantano le vite e le storie dei carcerati calabresi, di sfortunati ladruncoli milanesi. Ottengono un buon successo di critica col sigillo della cantante e dell'autore intellettuale. Subivano le critiche, ma non non facevano paura ai milanesi, alla gente comune. Risentirle oggi, hanno il sapore di canzoni per educandati.

La Malacanzone napoletana è respinta dalla cultura musicale ufficiale: viene avvertita spesso come apologia di reato. Temi e interpreti vengono da quartieri che definire a rischio è un eufemismo.

Locandina
Foto dell'evento
Filmato