Salotto d'inverno 2003 - Maria Luisa Bressani: "Lettere d’amore e di guerra"

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Giovedì 22 maggio 2003 - Libreria Minerva - Via S. Nicolò, 20
In colloborazione Con la LINT Editoriale
incontro con Maria Luisa Bressani  per la presentazione del suo libro Lettere d’amore di guerra

L'epistolario dell'ufficiale Edgardo Bressani
all'amata Ida con la battaglia di Tunisia e
la prigionia a Saida (1934-1945)
Introduzione di Valerio Fiandra,
Ugo Amodeo e Giovanni Esposito

L’autrice, che vive a Genova, cita il Gambrinus nel suo  libro perché rimasta favorevolmente colpita
dalla mostra, da noi organizzata nel 2000, Trieste
e il Carso nelle tavole di Achille Beltrame
.

Ho conosciuto la Sig.ra Bressani per telefono. Era rimasta favorevolmente colpita dalla mostra Trieste e il Carso nelle tavole di Achille Beltrame, organizzata dal Gambrinus nel 2000 con immagini tratte dalle copertine della Domenica del Corriere.
L’esposizione svoltasi nel Palazzo delle Poste di Trieste voleva ricordare Beltrame a cent’anni dalla nascita della Domenica del Corriere e a dieci anni dalla sua chiusura.
La Signora Beltrame ha avuto la cortesia di citarci nelle note del suo libro e di questo le siamo molto grati.
Veniamo al libro Lettere d’amore e di Guerra scritto dall’autrice ospite questa sera.
Pensiamo per un momento alla guerra che si vede oggi per televisione, all’ultima forma di spettacolarizzazione della guerra dell’Iraq.

La guerra viene vista attraverso le dichiarazioni dei Governanti, dei portavoce degli Stati Maggiori, ad esempio quel generale americano che puntualmente si presentava alla stampa per gli aggiornamenti. Oppure veniva raccontata dal ministro per la propaganda, quel ministro iracheno che negava l’evidenza delle immagini proiettate alle sue spalle.
La Guerra la conosciamo spesso solo attraverso le immagini e i racconti dei giornalisti, degli inviati.
Ci sfugge la guerra dal punto di vista di chi la fa, quella fatta dai soldati, la guerra dei protagonisti, la guerra vista dal fronte: la testimonianza di chi combatte, vi viene ferito e talvolta muore.
Ci sfuggono i drammi di chi va a dormire la sera nella propria solitudine, che guarda la foto del figlio o della donna amata prima di dormire. Mancano quei gesti quotidiani che assumono valore quando si è lontani dagli affetti. Le lettere scritte da questi protagonisti, specie se lette a distanza di tempo, ci fanno capire più di molti libri di storia e dei bollettini di guerra.

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