Bruno Perich: Re per un giorno 2006

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Venerdì 9 giugno 2006 alle ore 19.00
Casa della Musica - Via dei Capitelli, 3 - Trieste

Ogni anno, un personaggio, noto per la sua peculiare personalità, che molti conoscono, ma di cui poco si sa, è portato all’attenzione di tutti dedicandogli una giornata, nominandolo Re per un giorno

Per l'anno 2006 è stato nominato Bruno Perich


L'Associazione Culturale Amici del Caffè Gambrinus, in collaborazione con la rivista mensile Trieste Arte & Cultura, organizza l'incontro Bruno Perich: Re per un giorno.

Bruno Perich è un Personaggio di Trieste, non per la sua perculiare personalità. Molti lo conoscono, ma di lui poco si sa.

Ex posteggiatore, con al sua fisarmonica, ha girato i locali di Trieste e del resto d'Italia. Al "Meo patacca", noto ristorante romano, De Chirico gli chiese di cantare Chitarra romana. Da quarant'anni anni conserva la foto col celebre pittore, ma ricorda soprattutto la mancia formidabile di cinquantamila lire, una cifra enorme per l'epoca, che l'artista gli regalò dopo l'esibizione.

La pittura gliela ha fatta scoprire Stracca che lesse nei suoi occhi la passione. Dipinge alla parigina, senza cavaletto, con la tela sulle ginocchia. Parigi è il luogo del sogno. Ama dipingere  la Cattedrale di S. Giusto, il Castello di Miramare e coloratissimi  pappagalli ara.

Porta al collo un Crocefisso che togle solo quando dipinge per non sporcarlo. Marittimo dai mille mestieri, ha girato il mondo. Il Giappone l'ha colpito per la gentilezza degli abitanti. Dimesso da un ospedale, gli si presentò un uomo col suo risciò per trasportarlo. Perich pagò, ma non salì: non poteva sopportare che un uomo lo trainasse. Anticipò col suo gesto l'illegittimità offensiva della tradizione umana, diveuto poi illegale in molti paesi.

Vende i suoi quadri con estrema discrezione, soffermandosi ad esporli agli angoli dei caffè.

A prima vista stravagante, ci si chiede: cosa lo ha spinto a questa vita, chi lo ha messo in questa condizione? Per rispondere a queste domande il Gambrinus, ovviamente col suo consenso, gli ha chiesto come vive e cosa pensa raccogliendone la testimonianza. Ne è venuto fuori il diario quotidiano, attraverso l'obbiettivo e l'occhio indagatore di una cinepresa, di un personaggio, anticonformista, mai protestatorio e ribelle.

Bruno Perich vagheggia un tipo di vita diverso: più libero, più poetico, più originale. Conduce la sua battaglia privata e chisciottesca, talvolta dura, talvolta divertita, per affermare, a modo suo, le sue convinzioni. Preferisce ,magari una vita isolata, da incompreso e perfino da barbone pur di non piegarsi davanti alle esigenze del conformismo.

Persona semplice e fortemente individualista, questa sua protesta, diciamo così, non assurge a consapevolezza culturale e ideologica ma si traduce per lo più in un comportamente istintivo, un modo di vivere fuori dalle righe, ma che ubbidisce sempre a sentimenti autentici e a motivazioni rispettabili.

Molti artisti, schiacciati dalla razionalità e dalla cultura del loro tempo, hanno manifestato la propria ribellione, la propria protesta, la propria aria di rottura, scatenando innovazioni a prima vista incomprensibili e provocatorie: si pensi a  Ligabue, a Van Gogh. Ora se Bruno Perich si muove su un piano incomparabilmente più modesto, ci sembra appropriato presentarlo sullo sfondo di una manifestazione proclamandolo Re per un giorno, invitando la cittadinanza a partecipare alla festa organizzata in suo onore.

Interventi dello scrittore Pino Roveredo e del critico d'arte Claudio H. Martelli. L'incontro è stato preceduto dalla proiezione di un filmato. Al termine Bruno Perich si è esibito con la sua fisarmonica.

Il Presidente
Giovanni Esposito

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Intervista