Salotto d'inverno 2003 - Giovanni Esposito: Ricordo di Domenico Rea

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Mercoledì 7 maggio 2003  - Casa della Musica, in Via dei Capitelli 

Ricordo dello scrittore Domenico Rea
a dieci anni dalla sua venuta a
Trieste,
su invito del Gambrinus.
Interventi e ricordi di  Giovanni Esposito e Valerio Fiandra

Durante l’incontro è stata proiettata  una videocassetta sul soggiorno triestino di Rea: molti di coloro che parteciparono agli incontri si sono potuti riconoscere  ringiovaniti
di dieci anni.

E' un punto d'orgoglio per il Gambrinus aver reso omaggio, dieci anni fa, a Domenico Rea, qualche mese prima che vincesse il Premio Strega con Ninfa Plebea.
Vi era stata una lunga dimenticanza dopo i folgoranti esordi di Spaccanapoli, del 1947, e Gesù fate luce che vinse il Premio Viareggio nel 1951.

Lo stesso Rea fu piacevolmente sorpreso dal successo che Trieste gli tributò nei due giorni della sua permanenza. Un successo che si misurò nell'aula Ferrero della Facoltà di Lettere e nella sala Baroncini colma oltre ogni limite.

Rea rimase commosso dalla presenza di Tomizza. “E' raro”, disse, “che uno scrittore vada a sentire un altro scrittore”. Tomizza nel porgergli i saluti lo definì " il nostro Rabelais"

Rea confidò che a Nocera Inferiore, la sua mitica Nofi, dov'era nato e dove sono ambientati la maggior parte dei suoi racconti e romanzi, dove si era recato per presentare Ninfa Plebea, gli avevano riservato un'accoglienza tiepida e lui aveva atteso con evidente impazienza che la serata si concludesse.

La sua onestà intellettuale, dopo un viaggio in Cecoslovacchia nel 1954, lo fece allontanare, in tempi non sospetti, dalla militanza comunista. Era stato segretario del partito nel suo paese nell'immediato dopoguerra. Questo incise non poco nel cerchio d’oblio che la d0ominante cultura di sinistra gli chiuse intorno. Mi confidò che gli avevano mandato a casa un barattolo di marmellata o di pelati, non ricordo bene, pieno d'escrementi.

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