Fabio Zoratti: Re per un giorno 2007

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Venerdì 15 giugno 2007 ore 19.00 - Casa della Musica,  Via dei Capitelli 3 - Trieste

L'Associazione Culturale Amici del Caffe' Gambrinus, Onlus - Trieste, in collaborazione con la rivista mensile Trieste Arte & Cultura
con il contributo di :
• Comune di Trieste, assessorato alla cultura;
• Fondazione CRTrieste.
e il patrocinio della Provincia di Trieste

Ha nominato, nell'edizione 2007

Fabio Zoratti
Re per un giorno

Incontro preceduto da breve un filmato
Fabio Zoratti si esibirà con la sua fisarmonica
Interventi di
Alfredo Lacosegliaz e Gino Delisio


Ogni volta che ci si chiede come si fa a raccontare una storia bisognerebbe rispondere: “Basta guardarsi intorno e avere la mente di un bambino a cui le storie piacciono moltissimo, sa raccontarle e ascoltarle”.

E' con questo spirito che il Gambrinus elegge quest'anno, nella sua seconda edizione, Fabio Zoratti: RE PER UN GIORNO.

Per raccontare la storia di un artista di strada che, con la sua fisarmonica, allieta i nostri passi e i nostri pensieri.

 
Fabio è un personaggio di Trieste conosciuto, ma di cui si sa poco. Nato nel 1950, da giovane ha creduto nel sessantotto. L'eschimo era un segno di riconoscimento; ora fa l'invisibile dietro una fisarmonica. Ha studiato musica con due maestri. Ha suonato con molti gruppi, poi vi ha rinunciato per carenza di storia comune. Suonare insieme è un'esperienza di forte convivenza, se qualcuno sbaglia l'errore è di tutti. Verosimilmente ha smesso di unirsi agli altri perché gli mancava l'anarchia di cui è intessuto.

Collabora con Alfredo Lacosegliaz, portando nelle musiche impressioni e influenze mitteleuropee, l'anima di confine, a cavallo tra due culture, quella mediterranea e quella dell’est europeo.

Ama l'arte, il cinema. Tra i sui percorsi formativi cita Miela Reina e Ugo Carà. E' amico di Moni Ovadia, Paolo Rumiz e Pino Roveredo. Ha vissuto per metà della sua vita nella strada, senza una casa. Ora vive in una bella mansarda, arredata con gusto dalla sua compagna. Due momenti di vita distinti: la strada prima e il tetto poi. Gli piacciono le piante succulente e non. Nella sua casa si respira esotismo, una vera serra con centinaia di piante, alcune vere rarità. Le ama e cerca di farle vivere come in natura.
Chi fa un lavoro normale, va in fabbrica o in ufficio, pensa che gli artisti di strada facciano una vita libera. Invece anche loro la mattina aprono bottega. Devono trovarsi sul posto nell'ora giusta. Piazza Cavana è il luogo ideale, bisogna affrettarsi per arrivare prima della concorrenza. Di artisti di strada triestini ve ne sono tre o quattro. Gli altri, la maggior parte, circa una ventina, sono slovacchi e tzgani. Suonano anche famiglie intere di cui il papà soffia in una tromba a volte legata con nastro adesivo. Roba incredibile.

La fisarmonica è la fonte di guadagno di Fabio Zoratti, ci ricava lo stipendio. Spesso i passanti non danno solo l'offerta. Qualcuno si ferma e tenta un rapporto: chiede una canzone, s'informa su un valzer. Chi pensa che mettere il cappello a terra per raccogliere l'obolo sia chiedere la carità si sbaglia. Fabio ha una visione diversa: quando esce con la sua fisarmonica gli piace l'idea che qualcuno gli darà un euro. Persone che si troveranno nella sua stessa traiettoria. L'euro uscirà dalle tasche per i motivi più vari: la musica ricorda un film di anni passati o la canzone riporta alla gioventù, al tempo degli amori, al richiamo degli amici per andare a ragazze.
Qualcuno potrebbe pensare che sia un fallito; i giudizi lo lasciano indifferente. Essere Re per un giorno, forse, gli piace e, nel contempo, lo infastidisce.

Locandina
Filmato
Foto e rassegna stampa