Salotto d'inverno 2004 - Piero Marrazzzo, Daniele Damele, Claudio Mattone, Antonio Calenda, Ricordo di Giuseppe Marrazzo

Home » Salotto d'inverno

Giovedì 29 gennaio 2004, ore 17.00 - presso la Sala Bartoli del Teatro Rossetti
In occasione della rappresentazione al Teatro Rossetti del musical C’era una volta scugnizzi, Il Gambrinus, in collaborazione col Teatro Stabile F. V. G., ha organizzato un incontro con il giornalista
 
Piero Marrazzzo
per parlare sul tema:
Sciuscià - il problema dei ragazzi
di strada

e per ricordare la figura del padre
Giuseppe Marrazzo,
storico giornalista della Rai negli
anni settanta

Introduzione di  Daniele Damele, giornalista pubblicista, membro osservatore di Stop-it/Save the children.
Presenti Claudio Mattone, autore e regista del musical C’era una volta scugnizzi e Antonio Calenda direttore del teatro stabile F.V.G.
Nell’occasione è stato proiettato il reportage di Giuseppe Marrazzo Sciuscià ’80, girato a Napoli nel 1979.
Organizzazione e coordinamento: Giovanni Esposito

Il reportage di Giuseppe Marrazzo girato nel 1979, a venticinque anni di distanza, conserva ancora una pregnante attualità per comprendere cosa significa essere scugnizzo a Napoli, una città di duemilioni e mezzo d’abitanti dove oltre un terzo della popolazione ha meno di quindici anni.
Lo scugnizzo vive in strada e dal suo quartiere si affaccia sulle arterie principali per tentare un borseggio, uno scippo. L’esperienza incomincia presto: a nove anni, gioca e cresce tra ladri e contrabbandieri. S’imbastisce un modello di vita fatto di espedienti e di intrallazzi che hanno per fine la sopravvivenza, il danaro, l’illegalità.

Sei-sette bambini insieme creano, senza volerlo, un gruppo, una banda di disadattati, uniti dal vuoto che si ritrovano alle spalle. Sono legati dal primitivo bisogno di agire contro la società, di considerare la legalità un ostacolo da abbattere: nascono così i germi della violenza, un passaggio che determinerà il loro futuro.
Questi nuclei di bambini si muovono nella città come in una giungla: la legge è quella della sopravvivenza; Il diritto della proprietà altrui è frantumato dal bisogno, dalle necessità elementari.
Allo sbaraglio si compiono esperienze degradanti: furto, delinquenza, droga. Rubano su ordinazioni: le prostitute li impiegano negli adescamenti, i contrabbandieri nella vendita di sigarette.

Quando li sorprende in flagranza, la polizia chiude un occhio. Internarli in un istituto di rieducazione significa esporli ad esperienze ancora più dannose. Secondo questi bambini il carcere non serve che a dare uno stipendio agli agenti di custodia, ai magistrati e agli avvocati.

Continua

Locandina
Rassegna stampa
Filmato