Luoghi e libri: "I dialetti in Italia: valortizzarli o imporli?", Saggio analitico sul dialetto napoletano

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Nel mese di gennaio 2008 l’Associazione Amici del Caffè Gambrinus ha pubblicato il libretto
 

I dialetti in Italia: valorizzarli o imporli?
Incontro - dibattito con
Lino Carpinteri, Rienzo Pellegrini
coordinato da Marina Silvestri
Trieste 9 novembre 2007

Repetita iuvant...
Saggio analitico sul dialetto napoletano di
Bruna Catalano Gaeta

 
Presentazione

 
I dialetti italiani, prima dell'Unità d'Italia, efficaci all'interno della vita locale e familiare, erano però un ostacolo verso l'esterno e agli scambi nella nostra penisola. Tra il 1860 e il 1870, parlava la lingua italiana il 2,5% della popolazione; gli altri avevano difficoltà di capire e di farsi capire fuori dall'ambiente regionale.
Nel 1950 si esprimeva in italiano, correttamente, solo il 18 % della popolazione, il 70% parlava un italiano misto o poverissimo, il 12% continuava a capire soltanto il proprio dialetto. (Fonte trasmissione televisiva L'Italia dei dialetti, di Luisa Collodi, consulenza Giacomo Devoto).
 
La situazione è molto cambiata, ma piccole zone prevalentemente dialettali esistono ancora. Ogni regione ha la sua fisionomia, ogni dialetto le sue caratteristiche.
Tuttora, molti, pur avendo assolto l'obbligo scolastico, magari fino alla media, sanno di non saper parlare o scrivere in buona lingua: ciò li pone, in un certo senso, in condizioni di inferiorità.
Fino a pochi anni fa era molto diffuso l'analfabetismo. La trasmissione televisiva Non è mai troppo tardi, del maestro Alberto Manzi, fu di grande rilevanza sociale: si stima che poco meno di un milione e mezzo di persone abbiano potuto conseguire la licenza elementare grazie a queste innovative lezioni a distanza.
 
La televisione diventa uno strumento straordinario per unificare linguisticamente il paese. Ciò che non è riuscita a fare la scuola lo fa la televisione, diffondendo una lingua media con aspetti positivi ma anche negativi: la lingua appresa dalla televisione è così standardizzata da perdere la qualità espressiva che invece avevano i dialetti. Questi durano perché sono l'area dell'espressività naturale contro la lingua televisiva formale. Anzi, si sta riscoprendo il dialetto quale ricchezza linguistica: molti lo usano nella comunicazione interpersonale non solo nell'ambito familiare, ma nel contesto sociale in cui vivono.
Oggi molte regioni stanno introducendo nelle scuole il dialetto locale. Ciò pone un ampio dibattito culturale: i dialetti sono espressioni linguistiche da salvaguardare o da imporre?
 
Continua