Salotto d'inverno 2002 - Fabio Petrossi, Ipnosi: I suoi miti da sfatare
Sabato 16 marzo 2002 - Hotel Duchi D’Aosta di Trieste
Incontro con:
Dott. Fabio Petrossi
Ipnosi: i suoi miti da sfatare
Franz Friedrich Anton Mesmer (1734-1815) viene di fatto considerato il capostipite della nuova ipnosi.
La storia di questo primo maestro finisce tristemente male, giacché le sue idee si scontravano con quelle della Scienza ufficiale all’epoca imperante.
Dal concetto di evento “magnetico”, che Mesmer attribuiva agli accadimenti collegati al fenomeno ipnotico, si è passati poi, nel tempo e con l’evolvere dell’interesse per l’argomento, alla più realistica interpretazione di un’ipnosi intesa come fenomeno psicologico.
James Braid, nel 1842, introdusse per primo il termine di "ipnosi" inteso come "stato particolare del sistema nervoso, determinato da manovre artificiali" , ove i fenomeni ipnotici non sono dovuti alla personalità o alla volontà dell'ipnotizzatore, bensì allo stato psico-fisico dell'ipnotizzato.
Bernheim nel 1903 definì la trance ipnotica come uno stato psichico particolare, che può essere artificialmente prodotto e che esalta la suggestionabilità.Sotto quest’aspetto egli afferma che anche gli avvocati, i predicatori, i professori, gli oratori, i negozianti, i ciarlatani, i seduttori fino agli uomini di Stato sono tutti suggestionatori.
Coué (1857-1926) introduce il concetto di ipnosi come fenomeno dovuto a autosuggestione. Per questo autore: "Ogni pensiero che occupi esclusivamente la nostra mente diventa vero per noi e tende a trasformarsi in atto".
Per Freud nell’ipnosi vi sarebbe una rimozione del Super-io del paziente, che viene sostituito dall'ipnotizzatore.
La più moderna attuale scuola di ipnosi discende da Milton Ericksson, il più importante ipnotista contemporaneo scomparso nel 1980. Per questo autore l’“ipnosi è uno stato di coscienza modificato altamente motivato e diretto a sviluppare risorse potenziali dell'individuo attraverso un apprendimento attivo inconscio, in ciò facilitato da un restringimento selettivo del campo di coscienza”.
L’oratore ha proseguito spiegando quale fosse il significato della ”trance ipnotica”, qualificata come stato alterato di coscienza caratterizzato da diminuzione dei poteri critici, accentuata capacità di stimolare fantasia, immaginazione e sogni, accentuata capacità di creare allucinazioni e dissociazioni, accentuata capacità di alterare il senso del tempo e dello spazio, possibilità di tornare indietro nel tempo e rivivere certe emozioni.
Fenomeni, questi, che spesso, inconsapevolmente, vengono riprodotti spontaneamente durante la giornata, da tutti noi.