Fabio Petrossi, Ipnosi: I suoi miti da sfatare
L’oratore ha poi descritto i vari tipi di ipnosi. Nell’ipnosi direttiva, nella quale il terapeuta assume il ruolo di guida, il cliente si adegua alle direttive dell’ipnotista. Il limite di questo tipo di intervento sta nel fatto che le motivazioni e le soluzioni vengono proposte dall'ipnotista. Ciò rende più frequente il possibile fallimento della terapia.
Nell’ipnosi permissiva Erickssoniana (Milton Ericksson), invece il rapporto tra ipnotista ed ipnotizzando è un rapporto paritario di fiducia paziente/terapeuta. Sotto questo punto di vista è il terapeuta che si adegua alle necessità del paziente, mentre quest’ultimo è direttamente partecipe e artefice della sua guarigione.
Tutti, alla fine, siamo ipnotizzatori e tutti siamo ipnotizzabili, basti pensare a fenomeni naturali come l’innamoramento o la capacità di coinvolgere dei bravi attori, politici …
La finalità dell’ipnosi è quella, dunque, di consentire alle persone di uscire dal proprio guscio nel quale utilizzano i propri schemi interpretativi fissi.
Per fare questo si ricorre alla suggestionabilità, che peraltro può essere eccitata anche senza apparente stato di trance.
Secondo la visione della Scuola ipnotica Erickssoniana il "subcosciente" è quella parte profonda e amica presente in tutti noi. Bisogna fidarsi del proprio subcosciente, che sa quali sono le cose di cui abbiamo bisogno e le strade migliori per ottenerle.
L’ipnosi può essere usata per conseguire i più disparati obiettivi: migliorare la memoria e la capacità di concentrazione, eliminare paura e panico, migliorare la propria autostima …
Altri campi di applicazione clinica dell'ipnosi sono la terapia del dolore, la dermatologia, l’odontoiatria, la medicina psicosomatica, la psichiatria, l’oncologia, la neuro-riabilitazione, l’ostetricia e ginecologia, la chirurgia, la medicina forense, l’immunologia...
Cadono così vari miti come:
“a me gli occhi” e lo sguardo magnetico; il fluido magnetico e magico; l’ipnotista che ha un carattere e volontà molto forte; l’ipnotizzato che ha un carattere debole e sottomesso; l’ipnosi intesa come stato interamente indotto dalla volontà dall’ipnotizzatore, cui si resiste difficilmente e solo con gran forza di volontà; l’ipnotizzabile che dovrebbe avere un basso livello di intelligenza; l’ipnosi come momento in cui si dorme e si perde il controllo e poi non si ricorda nulla; la concezione per cui in ipnosi le persone sono costrette a compiere azioni contro la propria volontà o a rivelare intimi segreti che non confesserebbero mai; l’ipnosi che disturba l’equilibrio psichico; le donne intese come soggetti che sono più ipnotizzabili degli uomini …
Cade dunque il mito di un’“ipnosi magica e magnetica” e, a questo erroneo concetto, si sostituisce quello dell’ipnosi intesa come "arte" di fare utilizzare le risorse profonde delle persone, consentendo l’esaltazione delle molteplici e infinite potenzialità delle quali dispone.
Il dott. Petrossi, iscritto alla Società Italiana di Ipnosi fin dalla fondazione, si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Trieste ed è specializzato in Anestesia e Rianimazione. Già Direttore del Dispensario Antitubercolare di Trieste, è autore di alcuni volumi sulle Risonanze Magnetiche e connesse terapie ed ha partecipato a vari congressi nazionali ed internazionali con affermate relazioni nel campo delle risonanze magnetiche stesse, delle biotecnologie ed in particolare sugli argomenti riguardanti l’impiego dei campi magnetici pulsanti e connesse applicazioni in terapia, anche con patologie tumorali.