Salotto d'inverno 2002 - Domenico Maltese, La lezione crociana e il giudizio di responsabilità

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Venerdì 8 novembre 2002, ore 17.30 - Sala Harry’s Bar - Hotel Duchi d’Aosta - Trieste

Nell’ambito delle manifestazioni promosse in occasione del cinquantenario della morte di Benedetto Croce,
                                                                                        
incontro con
Domenico Maltese,
Procuratore Generale Onorario
della Corte di Cassazione
La lezione crociana e il giudizio
di responsabilità.

Introduzione di Giorgio Brignoli
Procuratore Generale della
Repubblica - Corte d’Appello di Trieste

Benedetto Croce, della cui scomparsa ricorre quest'anno il cinquantenario, è stato il teorico per eccellenza del giudizio storico.
Proprio la sua concezione di tale giudizio contribuisce a definire "a contrariis" i caratteri del giudizio di responsabilità individuale che viene espresso da tutti noi nella vita di ogni giorno e, naturalmente, dal giudice nelle aule giudiziarie.
Secondo Croce, il giudizio storico, forma perfetta del conoscere, deve prescindere, per esser tale, da ogni apprezzamento di lode o di biasimo. Non si dà luogo in esso neppure all'istanza del perdono, che rimane estranea alla rappresentazione dei fatti.
Per contro, il giudizio di responsabilità individuale si esprime in termini di bene e di male per un'esigenza pratica della società che deve conservare se stessa, dell'individuo che deve fare altrettanto.

Lo storico narra l'accadimento coinvolgente uomini, società e nazioni, in una rappresentazione oggettiva e in una ricerca sempre libera e senza fine.
Il giudice invece isola nell'accadimento l'azione individuale, su cui esprime un giudizio di assoluzione o di condanna con effetti imperativi e definitivi di giudicato (salvo i casi previsti dalla legge), a garanzia di certezza nei rapporti della comunità civile.
Da queste premesse della lezione crociana consegue, sul piano giuridico, che la ricerca dello storico è tutelata dall'articolo 33 della Costituzione concernente la libertà della scienza. Rispettivamente, la ricerca del giudice è tutelata dall'articolo 101 della Costituzione sull'indipendenza del magistrato e disciplinata dall'articolo 24 sulle garanzie della difesa.
Oltre questi limiti, lo storico risponde di eventuali apprezzamenti lesivi della persona la cui memoria non sia velata dal tempo e la cui immagine sia sempre viva nella coscienza dei contemporanei. Rispettivamente, il giudice non ottempera al proprio mandato nell'ampliare il dibattito alla dimensione dell'accadimento fino a comprendervi circostanze estranee alla prova, o - peggio ancora - fino a coinvolgervi persone tuttora in vita, non imputabili e indifese.
Negli annali giudiziari si rispecchia, con riferimento a casi determinati, la lezione crociana perché talora lo storico non ha potuto appellarsi all'immunità dell'opera di scienza, avendo ferito i diritti della persona; e, rispettivamente, il giudice ha imposto alle parti un "restraint" di ispirazione crociana per evitare l'estendersi del processo oltre i confini della responsabilità del singolo.
(Domenico Maltese)

Domenico Maltese è stato Giudice del Tribunale di Trieste nel 1950. Presidente della Corte d’Assise di Trieste negli anni 1976-1977 (processo della “Risiera”). Consigliere presso la Corte di Cassazio- ne dal 1977 al 1990. Procuratore Generale della Repubblica a Trieste dal 1990 al 1995.

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