Luca Vitale: Re per un giorno 2010

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Mercoledì 27 ottobre 2010 - ore 17.30,  Casa della Musica, Via dei Capitelli, 3 - Trieste 
 

Re per un giorno
L'uomo dell'orologio: Luca Vitale
Il manutentore dell'orologio del Municipio di Trieste 
 

All'inizio dell'incontro sarà proiettato un filmato sul
meccanismo dell'orologio e sui due Mori Micheze e Jacheze

Organizzazione e coordinamento: Giovanni Esposito 
 
 

Chi è colui che regola l’orologio della torre del Municipio di Trieste, che provvede alla sua manutenzione con passione.?
Luca Vitale ha trentotto anni. Da dieci cura, con dedizione e competenza, il delicato meccanismo, ne verifica l'efficienza e la sincronia. L'Associazione Amici del Caffè Gambrinus quest'anno lo ha eletto “Re per un giorno” nella sua terza edizione, rendendo omaggio a un personaggio dalla peculiare personalità che si desidera portare all’attenzione della città.
E' il responsabile di cantiere della ditta Carmet S.r.l., subappaltatrice dei servizi immobiliari del Comune. Dategli una chiave, un cacciaviti e fa miracoli!
Fatica a salire le scale della torre, ma quando le ridiscende è disteso e soddisfatto per il lavoro svolto. 
 
II suo lavoro è un impegno, ma soprattutto una passione. Dall’alto della torretta, nelle giornate limpide di primavera si gode un panorama mozzafiato. Non ci sono, però, soltanto le belle giornate. La torre bisogna scalarla anche col freddo, la bora, la pioggia.
Il vecchio meccanismo è stato modificato solo con tre motori per la risalita dei pesi e contrappesi 
 
Il precedente Palazzo Pubblico o Palazzo del Magistrato aveva una Torre dell'Orologio chiamata anche Torre del Mandracchio, porta della piazza che dava sull'antico porto della città, detto appunto Mandracchio. Fu demolito nel 1871 per lasciare il posto all'attuale Municipio, eretto nel 1875 su progetto dall'architetto triestino Giuseppe Bruni che cercò di conservarne le caratteristiche architettoniche.
Il Municipio fu battezzato con nomi fantasiosi tra i quali Palazzo Cheba, per la sua struttura che ricorda una gigantesca gabbia per uccelli; Palazzo Sipario in quanto nascondeva le brutture della Cittavecchia.
L'edificio è sovrastato al centro da un torrione con orologio sopra il quale due mori, Micheze e Jacheze che dal 1876 scandiscono il tempo con i loro rintocchi. Il Bruni li volle in ricordo di quelli dell'antica Torre del Mandracchio. Furono da lui progettati e modellati in zinco dallo scultore Fausto Asteo da Ceneda. I due mori, logorati dal tempo, furono sostituiti con le due copie attuali. Restaurati sono ora esposti come cimeli nel museo del Castello di San Giusto. 
 
La Piazza è il fulcro della vita cittadina. Come nel passato continua ad essere testimone degli eventi. Qui migliaia di triestini, il 3 novembre del 1918, salutarono l'annessione all'Italia e il 26 ottobre 1954 l'affollarono per la riannessione alla Patria.
In questa piazza, Mussolini nel 1938 annunciò le leggi razziali. Una leggenda metropolitana, che come tutte le leggende esprime sentimenti collettivi, narra che in quell'occasione l'orologio si fermò per sottolinearne la contrarietà.
I triestini vi festeggiano i concerti d'estate e, nelle notti di Capodanno, vi salutano il nuovo anno con gli occhi rivolti alle lancette.
Luca Vitale sa che senza emozioni il tempo è solo un orologio che fa tic-tac. Il meccanismo che lui cura ha, invece, un'anima. I ticchettii sono battiti di un cuore: guai a creare scompensi. 
 
Luca Vitale sa che tutti si regolano secondo il “suo” orologio anche se indica l'ora sbagliata, persino chi riconosce che il proprio orologio segna l'ora giusta.
Forse non sa che i rintocchi lenti e lunghi, scanditi alla sera dai due mori, insinuano una sottile malinconia che porta alla mente i versi di Saba: dalle cose in ogni / vita s'insinua, e fa umili i segni / dell'uomo che il mondo ha nel suo cuore 
 
Locandina
Foto intervista
Foto e rassegna stampa evento
Rassegna stampa Il Piccolo online
Filmato
Filmato intervista a Luca Vitale