Spettacoli:Trieste e Napoli …una canzone…
Domenica 7 maggio 1995, ore 18.00 - Teatro Miela – Trieste
Bonawentura & l'Associazione Culturale Amici del Caffè Gambrinus
Trieste e Napoli …una canzone….
Marinaresca e Marinariello
Raffronto canoro tra Napoli e Trieste
con
Umberto Lupi
Giuseppe e Riccardo Botta
Alessandro Bevilacqua
La canzone dialettale è sempre stata anche un'occasione per presentare i propri luoghi, cosi come in letteratura è avvenuto con il regionalismo del Belli, Pascarella, Di Giacomo, Verga, Serao e Fogazzaro.
La canzone è anche una preziosa testimonianza di un clima politico. Cantare oggi, in un momento come quello che stiamo vivendo, Chi ha avuto, avuto, avuto, un canto nato a Napoli subito dopo la guerra, o Viva là e pò bon come si dice a Trieste, non rappresenterebbe un grido anarchico né una voce di follia, ma significherebbe rappacificazione e superamento.
Le canzoni come sentimento di popolo indicano uno stile, una civiltà, una tradizione di nobiltà. A Napoli come a Trieste si cantano sentimenti di natura universale quali l'amore, il dolore, la gioia e lo sdegno.
Napoli, città canora per antonomasia, a differenza di Trieste, che ha attinto in parte dall'Istria, ha riassunto nel suo nome il patrimonio di molte regioni limitrofe. Forse anche per questo i due campi non sono competitivi purché il solo territorio cittadino, nei riguardi della canzone, costituisce una zona di rarefazione. Vi sono in ogni caso elementi comuni. La voluttà del canto è epicureismo, ma contiene anche elementi di una tenerezza di sentimenti che ne costituiscono l'altro aspetto. Elementi d’ebbrezza ed espressioni di malinconia che rispecchiano la bellezza voluttuosa dei due paesaggi. Vittorio Locchi afferma che gioia e dolore si avvicendano in una canzone come su un viso di un bambino.
I giapponesi hanno inventato il Karaoke, un cantare su base musicale preregistrata che sta diventando una mania collettiva. Noi invece affidiamoci ai ricordi e ai motivi che ci hanno reso felice la giovinezza. Giovanni Esposito