Spettacoli: Café Chantant

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Sabato 23 novembre 2002, ore 20.00
Salone del Circolo Ufficiali – Trieste
 
Serata Café Chantant
 

Giovanni Esposito: introduzione ai filmati storici

Questo salone è il contenitore ideale per rivivere l'atmosfera d'inizio secolo all'insegna della cultura e del divertimento. Durante la serata saranno stati proiettati filmati storici dell'epoca e assisteremo alle performance di vari artisti che si esibiranno in monologhi, macchiette e canzoni dell'epoca d'oro del Cafè Chantant.

In questo salone non si può fumare, contrariamente a quanto avveniva nei locali dell'epoca, ma mi auguro che non mancherà quel pathos e la partecipazione di tutti i presenti. Una partecipazione attiva, inscindibile per il successo di questo tipo di divertimento.

Nello spirito del Gambrinus, che ricerca gli aspetti culturali di Trieste e Napoli, le performances degli artisti riguarderanno canzoni che si richiamano alla tradizione delle due città.

Desidero ringraziare: Marzia Postogna, AmaliaTrematerra, ValentinoPagliei, Maurizio Repetto, Manuel Tomadini, Armando Pasquale e il maestro Luigi Nitta che li acompagerà col pianoforte.

Armando Pasquale si esibirà in un’interpretazione di Petrolini. Petrolini è talmente grande che può essere solo imitato. Reciterà una poesia di Guido Gozzano nato nel 1883 e morto nel 1916, vissuto quindi nel periodo storico esaminato. Gozzano e un poeta essenziale, con D'Annunzio, per capire lo spirito dell'epoca e del tempo passato.

L'Europa vive una stagione felice che in Francia chiamano "Belle èpoque". Parigi, per la fantasia di tutti i provinciali, vuole dire gioia di vivere.

1911 s’inaugura, per il cinquantenario dell'Unità d'Italia, il monumento a Vittorio Emanuele II, oggi più noto come Altare della Patria. Presenti seimila degli ottomila sindaci italiani. Il livello sociale del Paese è ancora troppo basso.

Trecentomila compatrioti s’imbarcano ogni anno per andare a cercare fortuna oltre oceano. Nel 1910 mezzo milione. Nel 1913 si raggiunge la punta massima. E. A. Mario, l'autore della leggenda del Piave, scrive Santa Lucia Luntana. Con questa canzone, come dice Domenico Rea, sul problema dell'emigrazione si pone una parola definitiva. Gli emigranti sono per la maggior parte meridionali. Molti non sanno né leggere né scrivere. Niente striscioni e niente Welcome per loro.

Col Ballo Exelsior si vuole illustrare sul palcoscenico la marcia verso il Progresso. Un Mondo Nuovo e un sogno di grandi realizzazioni trasformati, dopo la Guerra, nell'incubo dei totalitarismi.

Si celebra il vapore e l'elettricità. Gran parte della gente, però, non sa cos'è una lampadina. Le notti sono illuminate dalle lanterne ad olio, dalle candele.

L'utopia di un mondo nuovo nel quale scienza, tecnica, industria e democrazia organizzino il migliore dei mondi possibili. Quel Progresso però porta anche l'esperienza della crisi dell'individuo, della solitudine nel rapporto con un divino.

continua