Mostre e convegni: Naia addio
Giovedì 23 febbraio 2006, ore 18.00 - Circolo Ufficiali - Trieste
analisi sociale e militare dell’abolizione del servizio di leva
Già comandante della Regione Militare NE e delle Forze Terrestri Alleate del Sud Europa
Annotazioni intorno alla leva
Maggior Generale -Vice Ispettore Logistico e Capo del Dipartimento di Sanità dell'Esercito Italiano
Dalla Leva al reclutamento dei volontari: aspetti d’interesse sanitari
Opinione pubblica sull’esercito di leva e su quello professionista
Coordinatore Giovanni Esposito – Associazione Amici del Caffè Gambrinus - ONLUS
Una celebre battuta di Totò dice: “Sono un uomo di mondo, ho fatto tre anni di militare a Cuneo”. Tutti si dovevano spostare dalle regioni d’origine. L'esercito era, in un certo senso, l'università dei poveri. Il reclutamento territoriale era migliore dal punto di vista militare, ma politicamente inopportuno. Fino alla Grande Guerra i reggimenti si trovavano lontano dai luoghi di reclutamento per essere impiegati in ordine pubblico. E’ pur vero però, che queste trasmigrazioni forzate amalgamavano l'entità nazionale.. Sotto la naia i soldati ricominciano a crescere perché mangiano: ottocento grammi di pane bianco, un vero lusso, e la carne cinque volte la settimana. Quando i ragazzi erano scartati alla leva, le fidanzate dicevano “non sei buono per il re, non sei buono neanche per me”.
Anche da questo si comprende come l'atteggiamento del paese nei confronti del servizio militare sia stato sempre ambivalente: una sciagura ma, nel medesimo tempo, si diventa uomo.
Un atteggiamento che dura fino agli anni ’60 del secolo scorso. Dopo l’esito disastroso del secondo conflitto mondiale, l’Italia fa parte della NATO con un esercito inadeguato e un paese speranzoso d’aiuto in caso di bisogno. Da queste parti passava la linea che divideva i “bianchi” e “rossi”. Il ‘68 contesta anche il servizio di leva come esperienza incomprensibile e aliena.
Caduto il muro, esplodono conflitti fino allora contenuti. L’Italia si trova ad operare fuori area e nel 2004 la leva obbligatoria, dopo 143 anni, è abolita. Subentra il servizio militare su base volontaria e inizia un’altra storia. (Giovanni Esposito)
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