Salotto d'inverno 2000 - Eleonora Pimentel de Fonseca, Una giornalista nella rivoluzione napoletana del 1799
Giovedì 27 gennaio 2000 - Auditorium del Civico Museo Revoltella - Trieste
In collaborazione con la Commissione Pari Opportunità del Comune di Trieste

Giovanni Esposito
Una giornalista nella rivoluzione napoletana del 1799
Introduzione
Renata Brovedani Furlan
Presidente Commissione Pari
Opportunità
Proiezione di diapositive tratte dalla pubblicazione La rivoluzione Napoletana del 1799, (Tullio Pironti Editore).
Eleonora Pimentel Fonseca, fu un'eroina della Rivoluzione Napole- tana che induce a riflessioni sulla condizione femminile attuale comparandola agli avvenimenti del 1799, anno della Rivoluzione della Repubblica napoletana..
La vita di Eleonora si svolse a Napoli nella seconda metà del ‘700.
Sulla scia della Rivoluzione Francese anche in Italia si instaurano varie Repubbliche quali la Cisalpina e la Romana. C’è chi distingue tra “Rivoluzione attiva” e “Rivoluzione passiva” e assegna a Napoli quella di “Rivoluzione passiva”. Altri ancora di “Rivoluzione inesistente”.
La Repubblica Napoletana del 1799 fu un progetto di sognatori in gran parte in buona fede e inesperti. A condurla sul piano propagandistico fu soprattutto una donna, Eleonora Pimentel Fonseca, editrice e direttrice del giornale Il Monitore Napoleta - no. Alcune cose, però, le vide con più chiarezza degli uomini: per esempio l’inutilità di stampare libri ed opuscoli rivoluzionari in una lingua che le masse non conoscevano. Alla caduta della Repubblica seppe affrontare la morte con ammirevole dignità.
La Napoli di quel periodo non produce né beni né servizi anche se vi sono economisti di eccezione quali Genovesi e l’abate Galiani. Filangieri ispirava leggi ai potenti della terra.
Una Napoli dal volto innocente e crudele, madre e matrigna, città miserabile e grandiosa. Gli avvenimenti si svolgono come in un dramma elisabettiano: bieco, nero e sanguinario senza luce e senza redenzione. A Napoli vi alitava però anche saggia comprensione, meglio ancora supremo senso della vita: equilibrio tra pietà e disincanto.
Tutto acquistava preziosità ma al tempo stesso, come dice Striano nel bel romanzo dedicato ad Eleonora, non valeva nulla “ Il resto di niente” “o rieste e niente”.
Locandina
Trascrizione convegno
Rassegna stampa e foto convegno
Foto libro "La Rivoluzione Napoletano del 1799"