Salotto d'inverno 1998 - Giuseppe Parlato, Assistenza sanitaria

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Sabato 28 febbraio 1998 - Caffè Tommaseo - Trieste


incontro con
Giuseppe Parlato
Assistenza sanitaria: dalla mutua al sistema sanitario nazionale

Presentazione di Iliana Falcone

Trieste può essere considerata la prima città del territorio italiano che attuò sin dal 1550 l’assistenza sanitaria pubblica; la popolazione, indifferente lo stato sociale di appartenenza, era assistita gratuitamente dai fisici e dai chirurghi, i quali venivano remunerati dal Comune.
Tale tipo di assistenza si protrasse per molti anni fino ad arrivare al 1810 quando i chirurghi dottori Garzaroli e Nobile, assieme ai signori Zampieri e Cumano, chiesero l’istituzione di un ambulatorio gratuito solo per i poveri, per la cura di quelle affezioni non abbisognevoli di ricovero presso l’Ospedale San Giusto, allora locato nella sede che successivamente ospitò il Distretto Militare.

Nel luglio 1841 fu inaugurato l’Ospedale civico, tutt’ora esistente, con annessa scuola di Ostetricia, per preparare professionalmente le levatrici che dovevano assistere le gestanti, all’epoca numerose, e che furono distribuite fra i vari rioni della città ed il suburbio.
Il ceto medio restò perciò senza assistenza gratuita e tale fatto determinò il bisogno di associazioni di mutuo soccorso fra esercenti la stessa attività. la prima fu quella dei cappellai nel 1834.

Nel 1850 sorge la prima società di mutuo soccorso aperta agli operatori di qualsiasi attività diretta e finanziata dal barone Rivoltella. A questa fecero seguito l’Associazione triestina di mutuo provvedi- mento (1863), l’Associazione per i tipografi (1868), la Società operaia triestina (1869), la Società cooperatrice degli agenti manifatturieri (1872), e contemporaneamente quella dei parrucchieri.
Successivamente nacquero le Società dei sarti, degli scalpellini, degli agenti di commercio e scritturali, la società arti e mestieri, la Società umanitaria e la Società slovena l’edinos, la fratellanza artigiana, l’unione operaia, la Società dei meccanici, la Società fra caffettieri e ben ultima la Cassa di previdenza per medici ammalati, tutt’ora operante.
Il proliferare di tante società di mutuo soccorso dimostrava che la spesa prer l’assistenza sanitaria era sempre più onerosa, tanto da costringere gli ammalati ad attingere dai fondi di solidarietà il denaro occorrente per le cure.

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