Salotto d'inverno 1998 - Anna Maria D’Onofrio, Il mondo degli ex libris

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Sabato 4 aprile 1998 - Caffè Tommaseo - Trieste


incontro con
Anna Maria D’Onofrio
Il mondo degli ex libris

Presentazione di Sari Cavallo Coassin

Che cos’è un ex libris? Il suo significato in latino è “dai libri di”, l’attribuzione cioè di proprietà di un libro. Quando i libri erano codici manoscritti in pochi esemplari, vergati a mano dagli amanuensi, il proprietario scriveva di suo pugno o faceva scrivere il suo nome, aggiungendo una frase “iste liber est meus” oppure “ex libris frati francisci”. Quando il codice era destinato ad un convento, biblioteca o nobile signore, lo si adornava con uno stemma araldico. Nel ‘500 apparvero le cosiddette Armi parlanti ( Imprese Rinascimentali) nelle quali convergevano le Insegne Araldiche unite a motti allusivi che celebravano il trionfo del proprietario.

Ad esempio l’impresa del Duca di Sassonia ha come motto l’ormai famosa frase “Honi soit qui mal y pense” .
Dopo la metà del XV secolo i caratteri mobili di legno introdotti da Gutemberg diedero un forte sviluppo alla produzione libraria, all’espansione delle biblioteche e delle prime università ed è così che al posto della firma autografa apparvero sui libri i primi cartellini incisi dagli artisti.
L’ex libris più antico è quello inciso da Albrecht Dürer nel 1516 con la tecnica della xilografia, cioè incisione a rilievo su legno. Il suo è un ex libris parlante: la famiglia Dürer, di origine ungherese, si chiamava Ajto, che tradotto in tedesco è Tür cioè porta e fu adottato dal Dürer come arma parlante, cioè l’oggetto porta al posto del nome. Così è facile trovare anche negli ex libris del ‘900 il simbolo del pesce al posto del nome Fischer.
Alla xilografia si aggiunse un nuovo processo di stampa : la calcografia o incisione ad incavo su rame con il bulino. La possibilità di riprodurre l’opera in maggior numero di esemplari a costi contenuti, ne favorì lo sviluppo anche presso la classe della borghesia intellettuale. In Italia il più antico ex libris è quello della Biblioteca Marciana a Venezia del 1750 dove sul nastro leggiamo il motto “ Custos vel ultor” “ Custode o vendicatore”.

Osservando le incisioni del Malmantice Racquistato di Perloni Zipoli che è l’anagramma di Lorenzo Lippi del 1888, si può avere un ‘idea di come si presentavano le antiche incisioni a bulino su rame, stampate direttamente sulla pagina del libro prima della sua rilegatura.

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